| Concorso Irpinia Mia 2006 |
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| Poesia e fotografia alla ribalta: "Irpinia mia" premia i vincitori
dal Corriere Irpinia del 28 settembre 2006 Non solo poesia. Chiude i battenti il concorso "Irpinia Mia", alla sua terza edizione, ideato da Mariangela Cioria, scrittrice etnografa di Trevico e Patrizia Pizzulo, promotrice del sito www.trevico.net. Un concorso che si è dimostrato ancora una volta una vetrina di talenti locali e non solo, nel segno di poesia e fotografia. Sono, infatti, due le sezioni che hanno caratterizzato il premio con la partecipazione di elaborati e fotografie provenienti da tutta Italia. In primo piano l'Irpinia, raccontata in versi e attraverso indagini, a sfilare attraverso componimenti e foto sono stati anche i paesaggi d'Italia, dalle Alpi alla Sicilia. Nella sezione poesia il primo premio è andato a Maria Luigia Cipriano con "Reduce ‘90", un ritorno al paese caratterizzato dall'amarezza di trovarlo ormai profanato, il secondo premo è stato, invece, assegnato a Marco Managò per "Sotto ar celo", toccante dialogo tra un figlio down e la madre, terzo premio per Pietro Catalano con "Stamane a Lampedusa", denuncia della falsa solidarietà del mondo occidentale verso i profughi che raggiungono le nostre coste. Per la sezione fotografia il primo premio è andato a Salvatore Tarchini per "Alba su nebbia", fotografia che riassume lo spettro solare al di sopra delle nuvole, al secondo posto Luciano La Ferrara con "Tramonto sulla nella dormiente", in cui i toni del rosso si stemperano nel cielo beneventano sui monti della Bella Dormiente del Sannio. Terzo premio per Rocco Lo Russo con "Tramonto da Trevico" in cui in primo piano è il cielo di Trevico tra giochi di rosso e di sole. La cerimonia di premiazione si terrà il primo ottobre, alle 16, in località S. Antuono. Interverranno il sindaco di Trevico Giuseppe Antonio Solimine, la poetessa Tina Piccolo, il vicedirettore della rivista "Mentelocale" Lidia Salvatore. Coordinerà l'incontro Franca Molinaro. |
| Irpinia mia, versi e foto premiati grazie ad internet
da Otto Pagine del 1 ottobre 2006 Trevico – La poesia e la fotografia, forme artistiche impalpabili e romantiche, sbarcano su internet, simbolo massimo della modernità e della globalizzazione. Il Concorso di Poesia "Irpinia Mia", giunto ala sua terza edizione ha questa interessante particolarità: i poeti e i fotografi in gara vengono votati e scelti attraversi internet da una giuria selezionata. Ulteriore singolarità: tutto questo nasce in un paese la cui vocazione è la tradizione, vista la sua antichità e le sue bellezze paesaggistiche e architettoniche. E a Trevico, tetto dell'Irpinia, paese più alto e più antico di tutta la Baronia, si tiene la premiazione, questo pomeriggio alle 16, in località S, Antuono. Interverranno il sindaco di Trevico Giuseppe Antonio Solimine, la poetessa Tina Piccolo, che possiede un primato di premi ricevuti – oltre 700 – ed il vice direttore della rivista "Mentelocale". Coordinerà la manifestazione la poliedrica scrittrice e pittrice irpina, Franca Molinaro. Il concorso nasce nel 2004 su iniziativa di Mariangela Cioria e Patrizia Pizzulo – la prima scrittrice, la seconda appassionata del Web- con lo scopo di valorizzare i talenti locali, le risorse e le bellezze naturali del territorio. Le sezioni sono due: poesia e fotografia. "Inizialmente- ci spiega Mariangela Cioria- il concorso era dedicato esclusivamente all'Irpinia ma quest'anno, abbiamo ampliato la sezione poesia al tema libero e la sezione fotografia ai Paesaggi d'Italia. Naturalmente rimane prevalente la partecipazione di autori locali e degli emigrati, sia all'estero che in Italia." I vincitori di questa terza edizione sono, per quanto riguarda la sezione fotografia tutti irpini: primo premio a Salvatore Tarchini con "Alba su nebbia"; secondo premio a Luciano La Ferrara con la foto dedicata ai monti del Sannio "Tramonto sulla bella dormiente", terzo premio a Rocco Lo Russo con "Tramonto da Trevico". Per quanto riguarda la sezione poesia, la prima classificata è di Frigento, Maria Luigia Cirpiano con la poesia ispirata all'emigrazione "Reduce", mentre gli altri due sono romani: secondo premio a Marco Managò, con "Sotto ar celo", che esprime i sentimenti di un genitore con un figlio colpito dalla sindrome di down; terzo premio per Pietro Catalano con "Stamani a Lampedusa", poesia che affronta il problema dello sbarco degli extracomunitari. "Credo – ha dichiarato il Sindaco di Trevico, Solimine – che questo premio – che tra l'altro si inserisce in una serie di manifestazioni, mostri la vivacità di un territorio che, per quanto piccolo, riesce ad esprimere anche sul piano culturale, riflessioni e approfondimenti. Come amministrazione siamo interessati a queste iniziative, apprezziamo l'entusiasmo e la voglia di realizzare momenti che creano interesse attorno al pese. Continueremo a seguire il concorso e siamo ben felici che sia stato allargato oltre i confini provinciali. Ciò riafferma come un piccolo territorio possa destare l'interesse di territori più vasti". Monica De Benedetto
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| Versi e immagini di scena a Trevico
Si è concluso domenica scorsa il concorso di poesia e fotografia "Irpinia Mia" dal Corriere Irpinia del 3 ottobre 2006 Uno spazio, nel cuore della provincia, capace di ospitare voci provenienti non solo dall'Irpinia, attraverso il potere suggestivo di poesia e fotografia. Si è concluso domenica scorsa con la serata di premiazione il concorso "Irpinia Mia", ideato da Mariangela Cioria e Patrizia Pizzulo e patrocinato dall'Amministrazione Comunale di Trevico. A presiedere la manifestazione il sindaco Giuseppe Antonio Solimine che ha garantito l'impegno dell'amministrazione Comunale di Trevico perché il concorso possa crescere, trasformando Trevico in un vero polo culturale. Al centro del suo intervento anche il progetto gastronomico che coinvolgerà tutti i paesi della Baronia di Vico e il prossimo viaggio negli Stati Uniti dove il primo cittadino incontrerà i connazionali portando in dono la tradizione irpina. Lidia Salvatore ha posto l'accento sul programma della giovane rivista mensile "Mentelocale" di cui è vicedirettore mentre Pizzulo che ha curato la parte tecnica del premio, ha spiegato gli obiettivi del concorso. A commentare le opere vincitrici la storica Franca Molinaro. Tre i premiati per la sezione poesia, grazie a componimenti in cui si alternano tematiche di stretta attualità riflette e analizzate in maniera personale e mai scontata. Primo posto per Maria Luigia Cipriano da Frigento con "Reduce ‘90", in cui ritroviamo il rapporto forte con le proprie radici. Si legge nella motivazione "La malinconia della partenza strazia un cuore stanco, aggrappato all'impronta d'un bacio d'addio. Il ritorno lascia l'animo ancora più sgomento nella disperata ricerca d'un sorriso lasciato e non più ritrovato. Anche il volto del paese è cambiato, profanato, distrutto, 'persino sulle ginestre son passati'. Tipico dei poeti del sud il dolore per ciò che era e non è più, per gli oltraggi resi alla propria terra, tipiche le accuse ad anonimi altri che hanno operato il peggio. Ma non tutto è perduto, sulla malinconia struggente che vela il tutto, aleggia una colomba bianca, forse è l'amore ciò che può far rifiorire questa terra martoriata e tradita, forse basta credere a 'favole remote' per poter ricominciare." Racconta, invece, la diversità Marco Managò da Roma, secondo classificato con "Sotto ar celo": "Non sempre prende voce- scrive Franca Molinaro nel commentare i versi di Managò- chi è diverso e quando lo fa difficilmente è ascoltato. Se il diverso fosse schermato e di lui se ne ascoltasse solo la voce, il seguito avrebbe risvolti differenti. E così la poesia, con le sue parole senza volto, arriva a far vibrare le corde più profonde dell'anima. Nel verso non si legge la parvenza fisica ma la grandezza dello spirito che lo ha prodotto si che il poeta rende la giusta immagine di sè. Probabilmente è più grande la difficoltà di accettare il diverso che l'accettarsi del diverso stesso." E', invece, il dramma dei clandestini a rivivere nel componimento di Pietro Catalano da Roma con "Stamani a Lampedusa", terzo classificato. "Una natura leopardiana – si legge nella motivazione del premio- 'brucia la fronte di uomini soli' mentre le tartarughe perfettamente acclimatate, amoreggiano a dispetto della miseria umana. Fratelli prossimi eppure lontani, diversi, colpevoli solo di esser nati altrove. Negli occhi la speranza fiduciosa di chi non conosce il mondo che, ipocrita, promette futuri limpidi per poi rendere il buio più fitto della notte nera, notte ove è spenta anche la luna." Per la sezione fotografia primo posto per Salvatore Tarchini con "Alba su nebbia" che racconta, attraverso le immagini "Cumuli, cirri, nembi, rotolano sulla superficie policroma come onde schiumose tinte da sapiente pennello. Il mare di nebbia accartoccia i suoi flutti e occulta l'umano patire rendendo una dimensione metafisica del tutto." Tra i premiati anche Luciano La Ferrara con "Tramonto sulla bella dormiente", ancora suggestiva rappresentazione di un paesaggio "Nel calore della sera, la catena dei monti sanniti si arroventa assumendo tratti apocalittici. L'assenza di elementi vegetali rende ancor più vulcanico il paesaggio. Il sole schermato da una nube, satura di bagliori di fuoco e incendia l'atmosfera gettando sulla terra l'oblio del nulla. Eccellente l'effetto da day-after." Omaggio anche all'Irpinia con il terzo posto di Rocco Lo Russo e il suo "Tramonto da Trevico". "La sera, come un sudario- si legge nella motivazione- si stende sulle umane miserie mentre l'astro incandescente infiamma il cielo carico di nubi. Con un ultimo sfoggio del suo splendore, il sole rabbuia la terra accentuando la frattura tra il piano dello scibile e l'immaginazione; la silhouette di due alberi è l'unica media proporzionale tra terra e cielo." Un riconoscimento è stato, inoltre, consegnato al testo fotografico di Vito Calabrese De Feo "Cento scatti a Trevico e venti altrove". Il libro è una preziosa raccolta di foto d'epoca scattate dallo stesso autore. Le foto raccontano la storia di una terra passata attraverso terremoti e calamità naturali, lavori quotidiani e stagionali, inverni e primavere. A sfilare attraverso le immagini sono i cinquant'anni più significativi della storia locale ma non mancano foto provenienti da tutto il mondo. La serata si è conclusa con una breve presentazione dei testi più recenti pubblicati in Baronia ed il confronto sul volume di Molinaro "Frammenti Canori della Civiltà Irpina". |