Trevico
Home - Concorso Irpinia Mia Go to english version Martedý 16 Gennaio 2018 22:34


Condividi Facebook Google+ Twitter LinkedIn
Concorso Irpinia Mia 2011 << Indietro

Sezione Poesia
I MATI PESS╚ BEI
di Dal Lago Vanessa

La cusina veronese
la ofre piati
che te sgionfa par un mese.
Scomiziando
dal bolito
in d˛e boconi
de galine selvadeghe,
zarveleti de vedelo,
codeghýn, lengua salmistrÓ,
carota, zŔole, sedano
e sale in bisogno,
iunisse
el nostro palado
al tŔnaro sa˛re
de pan gratÓ
e a la sproporzionÓ zonta
de pero
de so muiŔre salsa "pearÓ".
Dopo, ghŔ i "gnochi"
na sagomada
de patate, farina bianca
e ovi,
da gustarse col
pocio de pomodoro
o col z¨caro e canŔla,
parchŔ
la tola la sia sempre
la pý dolze e bela!!!
Par darghe
da magnare ai fioi,
ghe la "pasta e fasoi",
che, a difarenza
del solito e stomegante cicio,
questo,
l'Ŕ proprio
un piato robusto e masicio,
che nol pole esare superÓ
nel'arte del magnar ben!!!
E par tuta
la gente che non vol mai
magnare mal,
preparemo anca
la "pastissada de caval",
na rizeta
vecia de mile ani
che secondo la tradizi˛n,
a la fine dela lota fata
in tel quatrozento otantanove
tra Osttrogoti e Buzuri,
gh'Ŕra cavai
butÓ par tŔra
a zentenari,
e sa gai fato i veronesi afamai?
Ia messo su che le pore bestie
su fogo e paia ů
ia macerÓ
nel pessŔ corposo vin rosso
de la Valpolicela,
e
speziÓ e a altro smisciÓ,
i gÓ consumÓ
anca ste tenare creature.
Sicome no iera
gnancora sazi,
i sa magnÓ
la "polenta infasolÓ"
che iŔra
el piato clasico
dei contadini "poareti"
dela Pianura Padana
e ogniuno,
quando ancora non gh'era
el ben de Dio
su le tole,
nol podŔa mia
sciegliare
quelo che'l volŔa
o che'l vole,
parchŔ,
se te volei stare in piŔ,
te te acontentai:
o la polenta o te nasei a rilenta.
Come primo piato,
de Verona,
ghe el risoto.
Risoto al tastasal,
risoto e figadini,
riso coi bisi,
in d˛e i veronesi
i fÓ su
cicio de mas - cio,
figadini de polastro,
bisi
e cussita, anca i grani
de riso
i pole avŔrghe gusti difarenti.
E po ancora
i "tortŔi co' la zuca",
fati
co la pasta mýa tanto alta e tirÓ
e
come un faz˛lo
ingropÓ.
No pole mancare
la soprŔsa
aromatizÓ
co l'aio e vin rosso
e
taiar fete
a pý non posso!!!
Tra i dolzi
CatŔmo el "pandoro",
el desert
de Nadale par ecelenza,
che da tanto gialo
che lŔ,
el pare ricamÓ
de oro.
Manca ancora calcossa?
Non penso, parchŔ go paura sen˛
che qualchedun el s'ingossa.
Sa dirve ancora?
Tuto in base ai schŔi:
ma i Veronesi iŔ sempre i mati pessŔ bŔi!!!


I matti pi¨ belli

La cucina veronese
offre piatti
che ti saziano per un mese.
Iniziando
dal bollito,
dove bocconi
di galline selvatiche,
cervelletti di vitello,
cotechino, lingua salmistrata,
carota, cipolle, sedano
e sale quanto basta,
uniscono
il nostro palato
al leggero sapore
di pane grattugiato
e all'abbondante aggiunta
di pepe
di sua moglie salsa "pearÓ".
Dopo, ci sono gli gnocchi,
uno squisito impasto
di patate, farina bianca
e uova,
da gustare con
il rag¨ di pomodoro
o con zucchero e cannella,
proprio perchÚ
la tavola sia sempre
la pi¨ dolce e bella!!!
Per dare
da mangiare ai figli
c'Ŕ la pasta e fagioli,
che, a differenza
della solita e nauseante carne,
questo
Ŕ proprio
un piatto robusto e massiccio.
che non pu˛ essere superato
nell'arte del mangiare bene!!!
E per tutta
la gente che non vuole mai
mangiare male,
prepariamo anche
la pastizzata di cavallo,
una ricetta
vecchia di mille anni
che, secondo la tradizione,
quando fu terminata la battaglia del quattrocentottantanove
tra Ostrogoti e Barbari,
c'erano cavalli
gettati per terra
a centinaia,
e cos'hanno fatto i veronesi affamati?
Hanno posto quelle povere bestie
su fuoco e paglia ů
hanno macerato
nel pi¨ corposo vino rosso
della Valpolicella
e
speziati e ad altro mescolati,
hanno consumato
anche queste tenere creature.
Siccome non erano
ancora sazi,
Si sono mangiati
anche la polenta in fagiolata,
che era
il rifornimento tipico
dei contadini poveretti
della Pianura Padana
e ognuno,
quando ancora non c'era
il ben di Dio
sulle tavole,
non poteva mica
scegliere
quello che voleva
o che vuole,
perchÚ,
se volevi stare in piedi,
ti accontentavi:
o la polenta o andavi a rallentamento.
Come primo piatto,
di Verona,
c'Ŕ il risotto.
Risotto con il tasta sale,
risotto e fegatini,
riso con i piselli,
dove i veronesi
impastano
la carne di maiale,
fegatini di pollo,
piselli
e cosý, anche i chicchi
di riso
possono avere gusti diversi.
E poi ancora
i tortelli con la zucca,
fatti
con la pasta mica tanto alta e tirata
e
come un fazzoletto
annodata.
Non pu˛ mancare
la soppressa
aromatizzata
con l'aglio ed il vino rosso
e
tagliare fette
a pi¨ non posso!!!
Tra i dolci
troviamo il "pandoro",
il dessert
di Natale per eccellenza,
che da tanto giallo
che Ŕ,
sembra ricamato
d'oro.
Manca ancora qualcosa?
Non penso, perchÚ ho paura se no
che qualcuno si strangoli.
Cosa dirvi ancora?
Tutto in base ai soldi:
ma i Veronesi sono sempre i matti pi¨ belli!!!
Luglio 2010
Successiva -->>
Copyright 2001-2015 Trevico.net - Tutti i diritti riservati
Credits | Contatti | Copyright | Privacy Policy



Ultimi aggiornamenti
Guestbook 07/12/2017
Eventi 21/10/2017
News 14/10/2017
Statistiche demografiche 23/09/2017


Valid HTML 4.01 Strict
CSS Valido!