Malinconica e triste, la lirica è pregna di metafore addolcite dal sapore dei ricordi, dalla nostalgia di cose andate, perse nell’oblio del tempo. Ricerca d’antiche radici che risuonano vaghe come folate di vento o pugni di sabbia, pensieri scaldati da un sole indifferente all’avanzata canizie. Amara rassegnazione al lento svanire di un’esistenza fatua che lascia in eredità l’inconsistenza dei sogni.
Tra pietraie, nostalgie e rimpianti, il poeta consuma la sua esistenza nella convinzione che ormai non è più possibile recuperare il filo nel labirinto del suo tempo e si lascia morire dettando il suo testamento. Affiora, oltre le righe, l’amore per la sua terra della quale condivide il destino, della sua gente ormai ridotta in ombre, dei sapori e segreti che solo il poeta vero sa cogliere.
|