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Madonna della Libera

Madonna della  Libera
Per oltre un millennio migliaia di fedeli si sono inginocchiati per chiedere grazie e benedizioni alla Madonna della Libera. Dei manoscritti del Teologo Don Andrea Calabrese provano l'antichità del fervido culto in Trevico fin dall'800 d.C. Dal citato documento emerge che la festa della Madonna della Libera si celebra nel giorno della sua Natività. Oltre queste date non si può andare perché durante le invasioni dei Goti, dei Longobardi e dei Normanni, molte Chiese videro i propri archivi dati alle fiamme.
L'attuale statua della Madonna della Libera, che non è certamente la prima venerata, raccoglie sotto il suo manto, oltre che il Capitolo ed il Vescovo di Trevico alla destra, il popolo di Bisaccia alla sinistra, il quale, per avere questo privilegio, pregò moltissimo presso la primitiva immagine ottenendo numerose grazie tra cui la liberazione dal pericolo di una grande frana.
Si ricordano i restauri del 1820, per la caduta del braccio destro, e del 1924, in previsione della solenne incoronazione, eseguita da un valente artista napoletano, a spese di un fervente devoto, Don Michele Cuoco.
Madonna della  Libera Il 7 settembre del 1924, gran parte degli abitanti dei paesi circostanti come Bisaccia, Vallata, Carife, Castelbaronia, S. Sossio, S. Nicola, Flumeri, Vallesaccarda e Scampitella si recarono a Trevico, per la maggior parte a piedi, alcuni persino scalzi, per l'incoronazione di una statua tanto venerata. La magnifica corona d'oro a triplice ordine, del peso di 1,1 kg, (il cesellatore fu il prof. Catello di Napoli) fu un generoso dono alla Madonna del Cav. Michele Cuoco e della sua consorte. La cerimonia si svolse alla presenza di numerose autorità civili e religiose, provenienti da tutti i paesi limitrofi, il Metropolita Mons. Giulio Tommasi, i Vescovi di Lacedonia, Troia e Alghero, con una solenne ed interminabile processione attraverso le vie del paese. Per l'occasione il prof. Nicola Ferrara, fece realizzare la piazza antistante la Cattedrale che, nello stesso giorno dell'incoronazione, fu inaugurata ed intitolata a suo nome.
Madonna della  Libera Nel 1948, dopo l'ultima guerra mondiale che aveva portato tanta miseria e distruzione, si decise di portare la Madonna della Libera in peregrinatio presso la popolazione della Baronia per risollevare lo spirito e ridare speranza. Così, il 30 marzo 1948 la Statua partì per il suo viaggio su un trono ornato di drappi e fiori, rimanendo in ogni parrocchia per due giorni, accompagnata dall'arciprete di Trevico Don Carlo Petrilli. L'accoglienza in ogni paese fu trionfale e la peregrinatio, iniziata da Vallata, proseguita con Carife, Castello, San Nicola, San Sossio, Vallesaccarda e Scampitella, diffuse speranza e fiducia nei cuori di tutta la popolazione e fece ritorno al santuario il 5 aprile 1948.
Nel 2010, grazie all'impegno del Parroco Don Michele Cogliani, la statua stata restaurata dagli scultori Perathoner di Ortisei, Bolzano che l'hanno riportata al suo originale splendore e ne hanno realizzato anche una fedele copia.
Madonna della  Libera Ogni anno l'8 settembre, si festeggia la Madonna con Messa Solenne e trionfale processione. La festa è preceduta dalla novena che inizia il 30 agosto ed molto sentita da tutta la popolazione della Baronia. Anticamente i fedeli dei paesi limitrofi raggiungevano Trevico a piedi per venerare la Madonna e chiedere le grazie. Numerose erano anche le offerte di ex voti di oro e argento, di ceri e di denaro per la celebrazione di Sante Messe.
Nel pomeriggio avviene la tradizionale benedizione delle automobili e degli automobilisti, davanti alla statua della Madonna seguita dalla Santa Messa di ringraziamento e di affidamento alla Vergine Maria contro tutti i pericoli.
Si riportano alcuni fatti drammatici locali durante i quali le persone coinvolte hanno invocato l'aiuto della Madonna della Libera.
Settembre del 1957. Tre giovani durante una gita con la loro automobile, a Caracas nel Venezuela, per evitare lo scontro con un pesante camion, urtarono violentemente contro il parapetto del fiume Rio Valle, precipitando dall'altezza di 10 metri nel fiume. I giovani disperati, piangendo invocarono la Madonna della Libera ed uscirono illesi senza un solo graffio.
Il giorno aprile del 1958, in località, Vallone dell'Erro di Trevico, violente e continue scosse telluriche provocarono uno sprofondamento di oltre dieci milioni di metri cubi di terreno. La voragine ingoiò sette case coloniche. Trentuno persone, durante il disastro, invocarono la Miracolosa Madonna della Libera, verso la quale erano ardenti devoti, affinché la sua potenza li salvasse da morte sicura. Mentre la notevole massa si muoveva inghiottendo case, pagliai e animali, i sinistrati tutti ringraziarono la miracolosa Madonna della Libera per lo scampato pericolo.
Un combattente della guerra del 1943, durante alcuni bombardamenti e duri combattimenti, per intercessione di Maria SS. della Libera, si salva da sicura morte, ritornando a fine guerra, illeso a casa sua. La mamma, varie volte aveva invocato la Madonna della Libera perché suo figlio ritornasse sano e salvo dalla guerra.
Le persone che ricevevano una grazia si tagliavano i capelli e li incorniciavano insieme ad una loro fotografia ed all'immagine della Madonna. Queste cornici venivano appese all'entrata della Cattedrale il giorno dei solenni festeggiamenti, l'8 settembre di ogni anno.
(N. 591) Decreto portante il sovrano beneplacito per l'accettazione del legato disposto da D. Marcellino Pagliarulo con testamento de' 6 settembre 1799 per atti di notar Alessandro di Spirito, in favore della cappella S. Maria della Libera di Trevico in Principato ultra. (Napoli, 12 marzo 1826)*

Madonna della  Libera

* Collezione delle leggi e de' decreti reali del Regno delle Due Sicilie. Anno 1826.

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